Presentato il nuovo dossier sull’Immigrazione, tra sbarchi e cali demografici

Il Dossier statistico sull’Immigrazione relativo all’anno 2018 del Centro Studi e Ricerche IDOS, presentato giovedì nella Sala delle Culture di Catanzaro, in contemporanea con tutta Italia, fotografa il fenomeno immigratorio in Italia in termini di decrescita, e non di allarmante espansione.

Nel 2018, infatti, ha spiegato la referente regionale del Centro Studi, Roberta Saladino, la popolazione straniera residente in Italia è di oltre cinque milioni, con un aumento di appena il 2,2%: relativamente agli sbarchi, poi, l’Italia si attesta al terzo posto, dopo Spagna e Grecia.

La chiusura dei canali regolari di ingresso nel nostro Paese per gli immigrati, provenienti dal mare, ha di certo determinato un crollo del numero di sbarchi, pari all’80,4%. Ma anche il calo demografico, che interessa le famiglie immigrate residenti in Italia, ha ripercussioni in tutti i campi, dal lavoro alla scuola, in cui si registra un decremento complessivo. Due aspetti della stessa medaglia, quello degli sbarchi con il loro carico di dolore – al quale hanno fatto riferimento  Jens Hansen, che – in qualità di pastore della chiesa valdese che da anni destina parte dei proventi dell’8 per mille alla pubblicazione del dossier – si è soffermato sui “corridoi umanitari” come segno profetico di accoglienza, e Gaetano Mancuso, vicepreside dell’Istituto Grimaldi-Pacioli, che ha commentato il toccante video realizzato dagli studenti, presenti in sala, in merito al progetto “Immigrati e fuga di cervelli”; e quello del loro status di soggiornanti regolari.

Uno status che essi vivono in termini di svantaggio nell’ambito lavorativo e delle opportunità di carriera (i due terzi dei lavoratori stranieri, infatti, svolgono professioni non qualificate ed operaie), e che li porta ad accontentarsi di retribuzioni inferiori rispetto agli italiani, pur avendo in molti casi un livello alto di istruzione.

C’è poi il caso della “seconda accoglienza” all’interno degli Sprar, divenuti “Siproimi” a seguito del decreto Immigrazione e Sicurezza, sui quali si è concentrato Stefano Montesano, che in rappresentanza dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha dato il suo contributo al dossier in termini di ricerca. Nei sistemi di accoglienza, che dovrebbero essere concepiti come luoghi sempre rispettosi dell’identità del migrante, mancano infatti degli spazi per l’esercizio del culto, con la conseguenza che è la stessa affermazione della loro identità ad esserne minata.

Infine, il caso “Calabria” (ma tanti sono stati gli interventi che si sono alternati nella lunga mattinata, moderati con professionalità da Donatella Soluri, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Catanzaro): la Calabria, con i suoi 113mila residenti stranieri, è tra le regioni che nell’ultimo anno hanno registrato un aumento considerevole degli stranieri, con un’incidenza sulla popolazione regionale pari al 5,8%. L’incremento è dovuto per la maggior parte alla diminuzione dei calabresi autoctoni –di oltre 14mila tra il 2017 ed il 2018 – che non solo fanno meno figli, ma hanno ripreso con regolarità ad emigrare in cerca di miglior fortuna come i loro nonni.

 

Ufficio stampa CSV Catanzaro

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