L’Arci auspica un lavoro proficuo tra Regione, enti locali e Terzo Settore

Riceviamo e pubblichiamo a seguire l’intervento dell’Arci a firma del presidente Giuseppe Apostoliti

Nella giornata di ieri, abbiamo appreso dell’approvazione di un Ordine del Giorno da parte del Consiglio Regionale della Calabria che, sostanzialmente, sospende l’esecutività del Regolamento Regionale n.22/2019 riguardante la riforma del Welfare Calabrese.
Così facendo, si tenta di ridimensionare gli effetti di un provvedimento dannoso che aveva provocato reazioni, ricorsi amministrativi e confusione visto gli adempimenti previsti che nei fatti risultavano difficilmente attuabili. Per non parlare della irrealizzabile imposizione sugli EE.LL., per altro, priva di previsione finanziaria e di risorse umane.
Il risultato più eclatante è sotto gli occhi di tutti: il mancato pagamento delle rette agli Enti accreditati già da oltre sei mesi. Ma questa non è una novità. Oramai, sono decenni che gli Enti hanno messo in conto i ritardi nell’erogazione delle risorse.
Nell’ultimo periodo molte sono state le rivendicazioni e le denunce da parte degli Enti accreditati preoccupati di non poter più garantire le necessarie prestazioni agli utenti calabresi poiché non ricevono i pagamenti per le prestazioni effettuate. Se persisteranno queste condizioni sarà impossibile per loro continuare a garantire i servizi erogati.
Il Regolamento, così come approvato dal precedente governo regionale, sia per contenuti che per tempistica, ha aggravato ulteriormente uno stato già critico di suo creando un vuoto dato dall’impossibilità da parte dei Comuni di farsi carico di questa situazione.
Alla luce di ciò l’ordine del giorno di ieri, unitamente alla preannunciata convocazione del Terzo Settore da parte dell’Assessore Regionale, rappresenta un segnale che riteniamo positivo, di attenzione da parte della politica regionale nei confronti di un comparto in grande sofferenza, le Politiche Sociali.
In fase di approvazione del Regolamento Regionale n. 22/2019, avevamo fatto presente le criticità e invitato la Giunta Regionale dell’epoca ad accantonare il provvedimento ed avviare, in modo compiuto, l’attuazione nella nostra Regione della Legge Nazionale di riforma dei Servizi Sociali, in stallo da ben 20 anni.

Oggi, potenzialmente, siamo in presenza di una nuova situazione che auspichiamo possa favorire la ripresa di un’interlocuzione che porti in primis all’erogazione delle risorse agli Enti Convenzionati e a realizzare successivamente, nella fase di transizione di pochi mesi, il piano Regionale sulle Politiche Sociali, che affronti tra l’altro i temi dell’integrazione socio-sanitaria e socio- assistenziale.
In questo percorso significativa dovrà essere la riflessione sulle risorse disponibili e su quali meccanismi prevedere al fine di individuare risorse aggiuntive necessarie ad incrementare la disponibilità del Fondo Sociale Regionale.
Un altro aspetto riguarderà il lavoro di co-programmazione e co-progettazione che dovrà, finalmente e concretamente, portare alla costituzione di Uffici di Piano degli ambiti territoriali ed, infine, ad una delega, concertata, graduale e accompagnata della gestione ed organizzazione dei Servizi Sociali ai Comuni.
Il periodo di sospensiva, quindi, potrà e dovrà essere utile per un proficuo lavoro fra Regione, Enti Locali, Terzo Settore e Parti Sociali affinché possa essere recuperato il ritardo che la Regione accusa nell’attuazione della riforma sociale.
Il tempo che abbiamo davanti potrà essere utile a recuperare una visione unitaria in grado di rimettere al centro della riflessione il bene comune e la necessità di lavorare insieme per costruire le basi di un nuovo e più efficace sviluppo del welfare nella nostra regione.
La drammatica emergenza sanitaria che stiamo vivendo cambierà radicalmente le prospettive di tutti di noi. Dovremo essere in grado di ripensare e potenziare il modello di welfare anche in Calabria. Ed ecco perché, oggi più di ieri, vi è la necessità di adeguare profondamente gli strumenti normativi regionali, avviando un nuovo e più fattivo confronto con tutte le parti sociali per non farci trovare impreparati ed essere in grado di rispondere con immediatezza e con grande senso di responsabilità alle nuove sfide che abbiamo davanti.
Ed è in questa logica di responsabilità che bisogna muoversi per fare in modo che anche nella nostra Regione si inizi a parlare, concretamente, di livelli essenziali di assistenza, permettendoci di programmare e attuare politiche che concorrano al miglioramento della qualità della vita di molti nostri corregionali e delle famiglie in genere.

Fonte: Catanzaroinforma

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