L’assistente sociale, il “mediatore” per eccellenza

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Nel discorso d’apertura della seconda edizione del Festival del Sociale, la presidente regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Amalia Talarico, ha riassunto tutte le frustrazioni, le difficoltà ma anche i buoni propositi che contraddistinguono i professionisti del settore.
Un ruolo, quello degli assistenti sociali, da sempre sottovalutato, che chiede di essere riconosciuto dall’intero sistema integrato dei servizi per quello che è: il “mediatore” per eccellenza, che opera in contesti complicati a favore dei più deboli, e che si ispira ai valori più autentici nell’intessere relazioni.

La discontinuità degli interventi e la mancata interlocuzione con gli altri “attori” del sistema chiamati a farsi carico della persona in difficoltà, hanno fatto sì che gli assistenti sociali da sempre si siano sentiti ai margini nell’erogazione dei servizi.
Eppure, si trattava di dare solo attuazione alla legge 328/00, che ha permesso in altre realtà italiane – come hanno rilevato Laura Brizzi, direttrice dei servizi sociali dell’Asl della Toscana Nordovest, e Paolo Marchetti, dell’Asl di Roma – di mettere a punto una pianificazione sociale e sanitaria integrata, non separata. L’assistente sociale, in verità, è il soggetto deputato a coordinare gli uffici di piano e a fornire le linee guida per la presa in carico della persona, premurandosi, inoltre, di costituire reti formali ed informali con il terzo settore.

Tutto questo, finora, in Calabria, è stato disatteso, ma con l’approvazione della legge sul Welfare, che finalmente dà attuazione alla legge regionale 23/03 di recepimento della 328, c’è da ben sperare per la recuperata centralità della professione. Nel corso del dibattito – che è seguito ai numerosi saluti istituzionali, e che ha concluso la prima parte del Festival al teatro Politeama di Catanzaro, alla presenza di assistenti sociali provenienti da tutta la Calabria – l’assessore regionale al ramo, Federica Roccisano, ha specificato che, con l’affiancamento ed il monitoraggio dei Comuni ai quali saranno trasferite le deleghe in materia da parte della Regione, finalmente si potrà avviare una programmazione di prossimità che non può prescindere dalle competenze dell’assistente sociale. In questa “congiuntura storica”, come l’ha definita Giancarlo Rafele, direttore de “La Casa di Nilla”, nella quale hanno visto la luce la riforma del Welfare nazionale e di quello regionale, in un periodo di crisi economica senza precedenti caratterizzato da pesanti tagli al sociale, è giunto il momento di unire le forze, di uscire dai propri recinti e di cominciare ad avviare le politiche sociali di questa regione. E come inizio non sarebbe male smettere di lamentarsi, e di programmare ed agire con buon senso, nel rispetto dei principi etici e delle regole normative.

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