Il Forum Terzo Settore esprime solidarietà agli autori del manifesto inviato alla Regione

Riceviamo e pubblichiamo:

Abbiamo letto e riletto, non senza sofferenza, quanto dichiarato da centocinquanta nuclei familiari in un manifesto reso pubblico per denunciare il loro disagio e l’inefficienza della regione Calabria in materia di politiche sociali.

Non riteniamo utile soffermarci più di tanto su una problematica che, in queste ultime settimane, è stata oggetto di numerosi e autorevoli interventi, tutti fortemente critici, circa l’adozione da parte della regione Calabria di un regolamento dei servizi sociali fatto passare come storico intervento di riforma del settore.

È sufficiente esprimere la nostra totale e integrale condivisione del contenuto di quel manifesto, soprattutto perché conosciamo le sofferenze di coloro che non riescono ad esigere diritti fondamentali anche se riconosciuti dalla stessa Costituzione italiana.

La drammatica situazione del sociale in Calabria non avrebbe potuto essere rappresentata meglio di quanto esposto nel “manifesto” definito della “disperazione” che evidenzia la gravità delle condizioni in cui versa la parte più debole della popolazione calabrese.

Abbiamo anche letto che l’assessore al ramo si è dichiarata immediatamente disponibile a ricevere le famiglie firmatarie del documento e, francamente, mai avremmo immaginato un tale tipo di riscontro che ci riporta alla mente epoche passate in cui il potente di turno si degnava di dare ascolto ai propri sudditi.

Tuttavia ci permettiamo di suggerire all’assessora al welfare, pur riconoscendoLe una scarsa responsabilità personale circa l’ultradecennale assenza di politiche sociali in quanto in carica da troppo poco tempo, di avviare il confronto chiedendo scusa a queste famiglie e a tutti i cittadini calabresi per le inefficienze, le incapacità e i pesanti ritardi che ci hanno portato ad essere ultima fra le regioni italiane. Sarebbe doveroso, giusto e opportuno!

Suggeriamo, inoltre, di agire prima di dire e, prioritariamente, di accantonare il tanto contestato provvedimento della Giunta regionale. Sarebbe forse il modo migliore e più serio di affrontare un confronto che immaginiamo difficile se non drammatico e, a tal fine, suggeriamo ancora di intervenire immediatamente con provvedimenti legislativi in direzione di una radicale modifica del sistema per determinare una svolta necessaria quanto urgente.

Un intervento, quindi, per rendere il sociale integrato con il sistema salute (e tra l’altro ci guadagnerebbe tantissimo anche il sistema sanitario regionale ormai allo stremo) in una visione che possa porre la persona al centro di ogni azione politica che, a sua volta, deve ispirarsi ad un nuovo umanesimo fondato su rispetto, uguaglianza e giustizia sociale. Occorre, inoltre, avviarsi verso un sistema che aiuti le famiglie e dia sicurezza alle fasce più deboli della popolazione sradicando le cause che generano solitudine ed emarginazione.

Questo sarebbe il modo giusto per poter rivendicare un’azione storica sul sociale sulla nostra regione, questo sarebbe il modo giusto per diventare interlocutori credibili e affidabili. Il resto è apparente disponibilità priva di reale consistenza e mette in evidenza una ferrea volontà a mantenere in atto quanto già deciso.

Un’ ultima considerazione la rivolgiamo alla situazione in cui versano gli ambiti territoriali, tutti in condizioni critiche e mancanti di risorse umane oltre che finanziarie. Soprattutto la mancanza delle necessarie professionalità impedisce di rilevare i reali fabbisogni territoriali che sono alla base di ogni seria politica di piano.

Il coinvolgimento, poi, di esponenti del terzo settore su un possibile tavolo di confronto pensato dall’assessore, rischia di snaturarne il ruolo e farli assurgere quasi a controparte dei loro stessi rappresentanti.

Siamo certi che una doverosa politica di cambiamento dovrebbe essere avviata anche in questa fase terminale della legislatura regionale perché ogni indugio e ogni ritardo non possono che determinare ulteriore nonché insopportabili disagi

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