Il Casm promuove la costituzione della Consulta per la lotta allo stigma sulla salute mentale

Ha più di un anno di vita, ma le idee ben chiare: il Coordinamento delle Associazioni di Salute Mentale (CASM), al quale hanno aderito nove associazioni operanti in provincia di Catanzaro nel campo della tutela e della promozione della salute mentale, ha già all’attivo diversi incontri in cui confrontarsi e avanzare proposte che tengano conto delle esigenze reali di quanti soffrono di un disagio di tipo psichico.

La prima volta in cui le associazioni si sono ritrovate, assieme agli utenti ed alle istituzioni, a manifestare la volontà unanime di costituire un Coordinamento volto al superamento dello stigma che contraddistingue l’approccio con la malattia mentale, è stato il 18 dicembre del 2016, sul palco del Teatro Politeama di Catanzaro. La prima edizione di quella che sarebbe diventata una manifestazione ripetuta nel tempo, “Fiori del deserto”, dedicata alla memoria del poeta Renato Denardis, è stata così l’occasione per iniziare un percorso difficile, mai sperimentato prima in Calabria, in cui tutti i soggetti coinvolti si sono assunti la responsabilità di riaffermare il valore del benessere mentale quale bene comune.  Il primo obiettivo che il Coordinamento, appena costituito, si è dato, è stato quello di favorire la costruzione di reti (formali ed informali) finalizzata a diffondere atteggiamenti di maggiore solidarietà e partecipazione: per Ninetta Cristallo, che con l’associazione Ave-Ama ha promosso la costituzione del Casm e ne è diventata presidente, la comunanza di intenti del Coordinamento rafforza infatti, anche a livello politico, il programma di azioni diretto a colmare il vuoto atavico che accompagna il disagio mentale. La costituzione di un’apposita Consulta, che possa sedersi al tavolo tecnico con la Regione ed i vari soggetti istituzionali, sulla scorta della legge quadro 328/00 e della legge di riforma del Terzo Settore, va nella direzione della compiuta integrazione tra i servizi e della promozione della conoscenza dello “stato dell’arte” nei confronti dei cittadini, delle famiglie coinvolte, degli stessi operatori socio-sanitari. All’articolo 4 della bozza di regolamento della Consulta del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Azienda Sanitaria si rinviene, infatti, che tra i suoi compiti vi è quello di “partecipare alla realizzazione di interventi volti a facilitare l’accesso ai servizi di salute mentale e dipendenze, alla promozione e al mantenimento dello stato di salute ed all’informazione sulle cure con l’obiettivo prioritario di “lotta allo stigma”. Il trasferimento delle deleghe ai Comuni impone, inoltre, di correre ai ripari per far sì che i servizi comunali possano prendersi carico dei singoli casi per l’inclusione nella lista speciale di collocamento, previa certificazione da parte della Commissione di Valutazione che è chiamata ad accertare lo stato di malattia mentale da un punto di vista non solo medico, ma anche sociale, familiare e professionale.

Secondo quanto previsto dalla Classificazione Internazionale al funzionamento (ICF), continua la Cristallo, ogni paziente ha infatti diritto ad un progetto personalizzato che va ben oltre il trattamento farmacologico: il dramma è che chi è tenuto ad adempiere agli obblighi previsti non è ancora in grado di farlo, ed abbisogna di essere affiancato da professionisti del settore. Ed è per questo che il Casm è tra le parti sociali invitate ad avanzare proposte all’interno dell’Agenda Urbana redatta dal Comune di Catanzaro.

La lotta al pregiudizio e la promozione della salute mentale partono dall’attività di formazione per le famiglie, gli utenti ed i volontari: in questa direzione, ed in quella del consolidamento dei rapporti con il territorio, vanno le due edizioni dello spettacolo “Fiori del deserto” a Catanzaro e Soverato, e tutte le altre che verranno.

Ma la strada del Coordinamento (che comprende le associazioni Ave-Ama, Progetto Itaca, AMA Calabria, Volare senza Ali, New Day Onlus, Fiori del Deserto, Intese, Don Pellicanò e il Progetto Gedeone, promosso dal Comune di Carlopoli, dall’associazione San Pietro e Paolo, dal CSM del Reventino e New Day di Decollatura), è molto lunga, resta aperta anche ad altri soggetti (quali le cooperative e le imprese sociali che offrono cura e assistenza ai pazienti psichiatrici), ed è tesa ad attivare ogni azione utile a difendere e tutelare il diritto al lavoro ed all’autonomia abitativa degli utenti, oltre che a mantenere e potenziare i Centri Diurni.

 

Ufficio stampa CSV Catanzaro

Comments are closed.
Archivio articoli