Il bene torna comune

Una iniziativa “sperimentale” per rendere fruibile il patrimonio culturale nelle regioni meridionali e creare opportunità di sviluppo, attraverso il terzo settore e le comunità locali. Un bando da 4 milioni di euro individuerà le migliori proposte di valorizzazione. Oltre 220 beni inutilizzati messi a disposizione dagli enti pubblici e privati proprietari sono pubblicati su www.ilbenetornacomune.it.

Si chiama Ilbenetornacomune.it ed è un sito web che ospita 221 beni culturali del Sud, inutilizzati e non assegnati a terzi, che potrebbero essere valorizzati e fruiti attraverso modalità e iniziative decise dalle comunità locali, attraverso le organizzazioni del terzo settore e in partnership con profit e non.
L’iniziativa è stata presentata questo pomeriggio al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la partecipazione del Ministro Dario Franceschini, del Presidente della Fondazione CON IL SUD Carlo Borgomeo e del Presidente dell’ANCI Piero Fassino.

I beni sono stati proposti dai rispettivi proprietari, enti pubblici e privati, alla Fondazione CON IL SUD in risposta all’invito a promuovere l’uso “comune” dei beni culturali delle regioni meridionali, per una più ampia fruibilità da parte della collettività, come strumento di coesione sociale.

L’iniziativa è nata nell’ambito della prima fase del nuovo Bando Cultura promosso dalla Fondazione CON IL SUD che ha interessato i proprietari degli immobili di rilevanza storico – artistica e culturale. Gli immobili proposti saranno valutati dalla Fondazione sulla base di specifici criteri come le condizioni generali, il potenziale utilizzo per attività socio-culturali economicamente sostenibili, l’accessibilità e la fruibilità. I beni che saranno selezionati potranno accedere alla seconda fase del bando, che metterà a disposizione 4 milioni di euro di risorse private per sostenere la valorizzazione attraverso la realizzazione di attività socio-culturali. Il bando, che sarà pubblicato nei prossimi mesi sul sito della Fondazione, si rivolge alle organizzazioni del terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

I 221 beni proposti e pubblicati sul sito, per il 37% sono “Ville e palazzi storici”, il 29% “Luoghi di culto”, il 12% “Castelli e fortezze”, l’11% “Beni archeologici”, il 7% “Archeologia industriale”, il 4% “Altri spazi”.

68 beni si trovano in Sicilia, 53 in Puglia, 40 in Campania, 33 in Calabria, 15 in Basilicata e 12 in Sardegna.

Il maggior numero di candidature proviene dalle province di Palermo (28), Bari (22), Cosenza (16), Lecce (15), Messina (10), Catania (10), Potenza (10), Salerno (10), Avellino (9), Napoli (9).

Per quanto riguarda la proprietà dei beni proposti, per l’80% appartengono a Enti Pubblici (76% Comuni), 10% a Enti Ecclesiastici, 10% a Enti Privati (terzo settore e imprese).

Il sito, al di là degli esiti del bando – solo un numero molto limitato di beni potrà accedere alla seconda fase – vuole offrire a tutti la possibilità di proporre e condividere idee per un possibile utilizzo comunitario dei beni, contribuendo a promuoverli come luoghi della collettività, affinché il patrimonio artistico e culturale del nostro Sud non sia dimenticato, ma al contrario possa diventare sempre più accessibile e fruibile.

L’Italia è la nazione con la più alta densità di beni culturali per chilometro quadrato, tanto da essere normalmente definito un museo a cielo aperto. La spesa del nostro Paese per la “tutela e valorizzazione beni e attività culturali e beni paesaggistici” equivale allo 0.37% del Pil, un livello inferiore rispetto a quello di altri paesi come Francia (0,75%) o Spagna (0,67%). Le Amministrazioni locali contribuiscono per circa i due terzi alla spesa pubblica per attività culturali (4,21 miliardi di euro nel 2011). La spesa dei Comuni per la cultura però è fortemente diseguale fra Sud e resto del Paese: nel Mezzogiorno la media è di 4,8 euro per abitante, contro i 14,3 euro nel Nord e i 12,3 del Centro. Un divario che si riflette anche sullo stato di conservazione degli edifici storici, con le regioni meridionali agli ultimi posti. Ad esclusione della Puglia che supera di poco la quota del 60% di edifici storici in buono/ottimo stato, le altre regioni del Sud sono nettamente al di sotto di tale soglia (Calabria e Sicilia non raggiungono quota 50%).

“Lasciare in stato di abbandono questo patrimonio è un indice di cecità verso il futuro, un limite inaccettabile allo sviluppo – ha affermato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD. E’ necessario superare l’idea che ci si possa occupare di cultura soltanto una volta risolti i problemi economici e superata la crisi, come se si trattasse di un lusso. Ma anche l’idea che a farlo debba essere solo lo Stato. Noi proponiamo un modello diverso, che coniuga pubblico e privato sociale con la partecipazione diretta delle comunità locali, nell’ottica di una responsabilità diffusa. Gli esempi dei progetti sostenuti in questi anni dalla Fondazione CON IL SUD dimostrano che la valorizzazione e promozione del patrimonio storico, artistico e culturale, di cui il nostro Mezzogiorno è ricco, è un efficace strumento di coesione sociale e crea occasioni di riscatto per le comunità, può essere un importante volano di sviluppo locale capace di generare perfino occupazione, soprattutto giovanile”.

Attraverso le due precedenti edizioni del Bando (2008 e 2011), la Fondazione CON IL SUD ha sostenuto 21 progetti per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale (beni materiali e immateriali), per un’erogazione complessiva di oltre 8 milioni di euro.

 

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