Covid- 19: tutti i provvedimenti che riguardano il terzo settore

Fonte: CSVnet

IN AGGIORNAMENTO – L’emergenza sanitaria in Italia prevede una serie di limiti e indicazioni per tutti per contenere il contagio da Covid-19. In questo articolo i principali atti normativi che coinvolgono le attività del non profit italiano 

Le istituzioni pubbliche stanno chiedendo un grande sforzo collettivo, attraverso provvedimenti legislativi e appelli alla responsabilità. I provvedimenti coinvolgono anche le attività degli enti del terzo settore, sia per i tanti volontari e operatori impegnati in questi giorni a fronteggiare l’emergenza, che per tutti coloro che ogni giorno lavorano a sostegno delle proprie comunità.

Qui di seguito l’elenco aggiornato dei principali atti normativi emanati a questo riguardo dalle diverse istituzioni. A questo link la pagina del Governo dedicata all’emergenza.

Tutti i provvedimenti emanati sono raccolti in un’apposita sezione della Gazzetta Ufficiale qui.


MISURE GENERALI PER ARGINARE IL CONTAGIO

L’emergenza è stata gestita di volta in volta con una serie di Decreti della Presidenza del Consiglio che vanno a integrarsi l’uno con l’altro. L’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020 ha disposto l’applicazione su tutto il territorio nazionale, a far data dal 14 aprile e fino al 3 maggio 2020, di misure urgenti di contenimento del contagio, sia di carattere generale sia finalizzate allo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali.

Il dpcm, nel confermare l’attuale regime di sospensione delle attività commerciali al dettaglio, ad esclusione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, inserisce, nel novero delle attività consentite, il commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria, il commercio al dettaglio di libri, nonché il commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati.

Il provvedimento ribadisce l’obbligo di assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto di beni.
Ci sarà una una fase 2, di allentamento graduale e di convivenza con il virus. Poi ci sarà la fase 3, l’uscita dell’emergenza, della ricostruzione, del rilancio. Il ritorno alla normalità sarà graduale  e deve consentire a tutti, in prospettiva, di tornare a lavorare in sicurezza.

Rimangono comunque salve le disposizioni dei precedenti DPCM

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