Ad Isca ci si prepara ad “inventarsi il futuro”

Diversi laboratori artigianali gratuiti (di ceramica, fotografia, restauro ed arte tessile, a cura del Centro di Studio e Promozione familiare “Don Pellicanò” di Isca sullo Jonio; di robotica educativa, di cui si occuperà l’associazione “Usabile” di Catanzaro, e di erboristeria, arte-natura e permagricoltura, demandati alla “S. Stefano” di Borgia) per un progetto teso a contrastare l’emarginazione sociale ed a “fare cultura”, ovvero a recuperare le tradizioni con uno sguardo rivolto al progresso.

Senza trascurare la formazione degli operatori, utile a fornire risposte adeguate (se ne occuperà l’associazione “Spazio Aperto” di Squillace) e l’attenzione particolare alle persone con disabilità (sarà compito di “Ali d’Aquila” di Satriano). Per i prossimi venti mesi ad Isca, infatti, la rete di associazioni di volontariato promotrice del progetto “Inventiamoci il futuro” che, assieme al comune jonico, ha superato a pieni voti l’esame del Bando per il Volontariato della “Fondazione con il Sud”, sarà impegnata a dare competenze, nel pieno rispetto delle proprie vocazioni personali, alle persone senza occupazione, alle donne ed ai giovani di etnie e culture diverse, con la finalità di garantire prospettive lavorative concrete.

Il progetto finanziato dalla Fondazione, così come è stato illustrato lunedì sera, presso l’Unione dei Comuni ad Isca, da Giacomo Coluccio e Caterina Iuliano del Centro “Don Pellicanò”, che è anche l’ente capofila – alla presenza del sindaco Carlo Pantusa, del dirigente dell’Unione dei Comuni del versante jonico Vincenzo Larocca, di Benedetta Garofalo, in rappresentanza del Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro che ha fornito l’apporto necessario per la redazione della proposta progettuale, e dei vari partner della “rete” – intende far da stimolo agli enti locali nel cogliere i bisogni di un territorio in cui il rischio di emarginazione sociale è palpabile.

Parecchi erano i giovani di nazionalità africana che sedevano tra il pubblico per prendere contezza del progetto, a cui aderiranno in quanto abitanti di Isca ed in cerca di un futuro lavorativo: l’obiettivo finale, d’altronde, è quello di costituire una struttura stabile di orientamento con officine artigianali, volte alla riscoperta delle tradizioni del territorio, retta dagli stessi partecipanti dei laboratori.
La struttura c’è, ed è quella che il comune di Isca ha dato in comodato alla “Don Pellicanò”, le motivazioni degli esperti e dei volontari pure, e le prospettive possibili ed attuabili. Ma sarà il tempo, trascorsi i venti mesi di finanziamento che prenderanno avvio subito dopo le feste, a decretare il successo di un’idea resa possibile da una risposta di tipo concertato da parte delle associazioni.

 

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