A teatro con il “biglietto sospeso”

L’idea è quella del “caffè sospeso”, ma in realtà è molto di più. E’ il riconoscimento, infatti, di un “bisogno” che va oltre il necessario per mangiare e vestirsi e profuma di cultura e dignità. I buoni propositi di un imprenditore, Antonello Posterino, amministratore unico dell’azienda “Webgenesys” con sede anche a Catanzaro, si tradurranno così  nella concreta possibilità di far assistere a tutti gli spettacoli in scena al Politeama sei persone per volta che non potrebbero mai farlo.

E già dal prossimo spettacolo in cartellone (quello del 27 novembre con il trasformista Arturo Brachetti) sei persone che per varie condizioni vivono una sorta di isolamento sociale, prenderanno posto tra le poltrone del Politeama e si sentiranno parte integrante dello sfavillante mondo del teatro.

E’ un’iniziativa che non si era mai vista in città, e che teniamo a far veicolare non solo per la sua importanza ed originalità, ma soprattutto perché sia imitata da tanti altri, imprenditori e non, che potrebbero regalare momenti indimenticabili a concittadini in stato di disagio”, è il commento unanime che si è levato dal direttore generale della Fondazione Politeama, Aldo Costa, e dal sovrintendente Gianvito Casadonte, nel corso della consegna simbolica dei biglietti avvenuta giovedì mattina.

Un’iniziativa resa possibile dalla collaborazione dell’assessorato alle Politiche Sociali, rappresentato dall’assessore Lea Concolino, e dal Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro, nella persona del direttore Stefano Morena, chiamato a fare da supporto nella scelta delle realtà associative che hanno al loro interno beneficiari diretti ai quali destinare gli accrediti. E la scelta ricadrà, di volta in volta, su associazioni diverse, in modo da estendere a più persone possibili (complessivamente centotrenta) i ventidue spettacoli che compongono la rassegna.

L’auspicio è che l’idea venga replicata al più presto – ha affermato Casadonte –perché ha effetti benefici per i destinatari e la stessa Fondazione, ma fa bene anche all’anima di chi provvede a realizzarla.

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Ufficio stampa CSV Catanzaro   

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