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| 'La Principessa e il Drago' |
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| Lunedì 08 Marzo 2010 16:57 |
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"Attraverso l'esposizione di dipinti, disegni e di opere di decollage, abbiamo voluto inserirci nel percorso di "rete anti-violenza" tracciato dall'assessorato comunale alle Pari Opportunità - ha spiegato il vulcanico presidente dell'Infap, Milena Manili - L'idea della donna maltrattata è da noi rivisitata in modo metaforico, e l'arte diventa lo strumento più adatto per ricostruire il proprio vissuto, e così accrescere in autostima".
E nella diversa maturazione artistica delle espositrici (Milena Manili, Dora Balti, Donatella Mirarchi, Nelly Sanzi, Rosa Villi, Silvia Benincasa, Maria Giovanna Buttiglieri, Noemi Valentino) si condensa l'originalità della mostra stessa, "pensata" per dare libero sfogo alle ansie e frustrazioni di cui ogni artista è portatrice, oltre che per prendere coscienza In ogni caso, l'arte - come ha tenuto a precisare l'assessore alle Pari Opportunità Tommasina Lucchetti, intervenuta all'inaugurazione - è uno strumento di liberazione che non ha uguali, ragion per cui la mostra (frutto di mesi di laboratorio di creatività dell'Infap) ben si inserisce nell'attività di sensibilizzazione alle problematiche femminili che l'assessorato, con i laboratori di musicoterapia e di autodifesa per le donne, ha già previsto.
Ufficio stampa CSV Catanzaro |




"La Principessa e il Drago" non è solo il titolo della mostra che l'Infap (Istituto Nazionale Femminile Arti e Professioni) ha curato per tre giorni nelle gallerie del S. Giovanni in occasione della ricorrenza dell'otto marzo, ma è soprattutto un "antidoto fiabesco" a ogni forma di sopraffazione e violenza che viene perpetrata a danno della donna.
Le "principesse" si riscoprono, infatti, più forti al momento in cui riescono a tracciare le linee del proprio "drago" e a guardarlo dritto negli occhi: ma anche nelle opere in cui il "drago", ovvero il male, non è visibile, l'inquietudine di ogni artista si ritrova comunque raffigurata, per quanto evanescente o incredibilmente semplice sia lo stile prescelto.
dei propri mezzi e possibilità, o, come nel caso di Dora Balti - pittrice di origine bulgara piena di talento - per integrarsi in una comunità diversa utilizzando il linguaggio universalmente riconosciuto della pittura.





