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aimmfTante le sollecitazioni che sono venute fuori al Congresso Nazionale dell’AIMMF (Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia), che ha scelto proprio Catanzaro come sede della XXXVI edizione, tenutasi dal 5 al 7 ottobre scorsi. L’indubbia qualità dei relatori, che si sono alternati, su invito del presidente Francesco Micela, a discutere della riforma della giustizia minorile - a partire dalla necessità della sopravvivenza del Tribunale per i Minorenni, che ha anche raccolto il parere positivo del Consiglio Superiore della Magistratura – ha conferito valore aggiunto all’alto contenuto degli interventi, che hanno riguardato in primo luogo la riforma della giustizia minorile, che col tempo si è conquistata quella credibilità che le spetta per essere il luogo in cui si è fatta strada un’idea diversa di giustizia.

Illuminante a tal proposito l’intervento di Luciano Eusebi, professore di diritto penale all’Università Sacro Cuore di Milano, che ha ben descritto come la prevenzione non si faccia con l’intimidazione, ma con la capacità di tenere levati i consensi normativi. Solo così si può sperare di togliere il ragazzo dalla criminalità e di liberarlo dai lacci dell’illegalità.
Il mondo dei ragazzi “difficili” è stato esaminato anche da un punto di vista sociale e psicologico: unanime è stata la condanna, da parte di esperti di settore, della società moderna che non ascolta, che propone luoghi di consumo come luoghi di aggregazione e che non riesce a mettere i minori al riparo dai rischi “virtuali”, specie nel modo di approcciarsi alla sessualità. La conseguenza che si vuole evitare è che il minore autore di reato venga sempre additato in funzione di quanto commesso: ed è anche con l’assistenza del difensore, la detenzione separata rispetto agli adulti, l’ascolto e la messa alla prova – gli strumenti adottati dalla giurisdizione italiana, presa a modello nel contesto europeo, come ha fatto notare Caterina Chinnici, parlamentare a Bruxelles – che si cerca di rendere possibile il suo pieno recupero.

Ufficio stampa CSV Catanzaro

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