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E' partita la campagna Younicef Catanzaro "Tutti a scuola" |
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Venerdì 17 Maggio 2013 14:21 |
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Riceviamo e pubblichiamo:
 Secondo i dati dell'Unicef, nel mondo sono oltre 130 milioni i giovani che non hanno accesso all'istruzione primaria. Permettere quindi ai bambini meno fortunati di accedere alla scolarizzazione di base, eliminando la diseguaglianza di genere nell'educazione, è uno dei primi "obiettivi del millennio" siglati dall'Onu, fondamentale per costruire una società più attenta ai diritti di ogni persona. Da questo presupposto, nasce il progetto del gruppo Younicef-Catanzaro "Tutti a Scuola", destinato a bambini figli di genitori disoccupati o con limitate risorse economiche, allievi degli istituti comprensivi (scuole primarie e secondarie di primogrado) dei quartieri periferici della città e dei paesi della provincia di Catanzaro.
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La "rete", sistema che risponde ai cambiamenti |
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Giovedì 16 Maggio 2013 11:41 |
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L'esempio di Associazioni Amiche - la rete di associazioni operativa sin dal 2000 - induce a pensare che la costituzione di una "rete" sociale tra associazioni diverse sia alla portata di tutti i volontari. Eppure di esperienze consolidate di tal sorta non se ne contano così tante. Perché la "rete" di per sé non è di facile costituzione. Perché è complicato mettere da parte l'individualità della singola organizzazione in nome di un progetto comune. E perché la rete non è risolutiva dei vari problemi con cui il volontariato si confronta ogni giorno, anche se può contribuire a migliorarne l'efficienza.
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"I come Inclusione" di scena alla Mattia Preti |
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Giovedì 16 Maggio 2013 12:21 |
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L'emarginazione si combatte con la cultura. Non vi sono altre strade, e l'associazione "Terra di Confine" di Gabriella De Luca ne è ben consapevole. E' dei giorni scorsi la messa in scena di "Zingari in cammino" alla scuola "Mattia Preti" del quartiere S. Maria, che ha voluto essere una testimonianza in chiave teatrale di una storia possibile. Una storia in cui bambini rom e non rom convivono alla perfezione, tanto da non essere più "distinguibili" tra loro (e così, in effetti, è avvenuto con i piccoli interpreti, di età compresa tra i 6 ed i 12 anni, sul palco), ed in cui, anzi, i piccoli rom condividono con i loro coetanei "taliani" le loro tradizioni, i loro modi di dire, i loro abiti dai colori sgargianti.
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